Blog

Zunico CasaBorsaBorse piegate da tensioni Usa-Cina

Borse piegate da tensioni Usa-Cina

12 Mag
Zunico Casa 12 Maggio 2020 0

Fonte: Il Sole 24 Ore
Tempo di lettura: 5 minuti

Borse piegate da tensioni Usa-Cina: Piazza Affari chiude a -3,7%. Wall Street recupera sul finale
La nuova crisi tra Washington e Pechino sull’origine del coronavirus fa temere ripercussioni sull’economia. Contrazione senza precedenti della manifattura nell’eurozona. I listini scontano anche gli effetti della caduta di Wall Street nella seduta dell’1 maggio. Vendite su energia, auto e banche. L’oracolo di Omaha liquida le posizioni nel settore aereo e il comparto crolla.

 

La nuova offensiva del presidente americano Donald Trump nei confronti della Cina, insieme alle ultime testimonianze dell’impatto della pandemia Covid-19 sull’economia globale, sotto forma di dati macroeconomici negativi e profit warning lanciati da colossi come Amazon e Apple, hanno zavorrato le Borse europee dopo il lungo week end del primo maggio.

La Borsa di Milano cade del 3,7%
A Piazza Affari, nel primo giorno della “Fase 2” dell’emergenza coronavirus,il Ftse Mib ha perso il 3,7%. Venerdì 1 maggio Trump ha minacciato di aumentare i dazi sulle importazioni dalla Cina come ritorsione per il modo in cui Pechino avrebbe, secondo il presidente Usa, gestito la fase inziale della pandemia. Sempre venerdì, Amazon ha messo in guardia il mercato sulla possibilità di chiudere il secondo trimestre in perdita: la crescita dei ricavi dovuta alle misure di lockdown introdotte per contrastare la diffusione del virus, infatti, potrebbe essere più che annullata da 4 miliardi di dollari di costi extra. Apple, da parte sua, per la prima volta da oltre 10 anni non ha fornito una guidance per i prossimi mesi. Venerdì 1 maggio Wall Street ha reagito a questa raffica di notizie chiudendo in calo dell’1,5% sull’S&P500: trend che si è trasferito sulle Piazze europee dopo lo stop per festività.

Il ko del manifatturiero europeo e l’incognita Germania
Gli indici europei – che devono fare i conti con la storica frenata della manifattura nel Vecchio Continente – hanno ceduto tutti in modo evidente con l’eccezione di Londra che, essendo aperta nella seduta dell’1 maggio, aveva già assorbito le notizie negative arrivate dagli Stati Uniti. IL Ftse 100 ha ceduto lo 0,’1%. Giù del 4,2% Parigi e del 3,7% Francoforte. Tra gli investitori c’è attesa anche per il 5 maggio quando la Corte Costituzionale tedesca emetterà il proprio verdetto sul Qe della Bce. «A pesare sui mercati il mix diprofit warning, deboli dati macro e le rinnovate tensioni con la Cina» sintetizzano gli analisti di Mps Capital Services, che si concentrano proprio sui possibili effetti della decisione della Corte tedesca: «Una pronuncia negativa – avvertono – implicherebbe che la Bundesbank non potrebbe più partecipare al piano di acquisti, mettendo a rischio anche il Pepp».

Borsa di New York: effetto Buffett sul comparto aereo
Wall Street chiude positiva – Dow Jones sale dello 0,11% a 23.749,76 punti, il Nasdaq avanza dell’1,23% a 8.710,71 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,42% a 2.842,74 punti – dopo essere stata gran parte della giornata in rosso contenuto dopo il rally di aprile Crollano i titoli delle principali compagnie aeree americane dopo che la società di Warren Buffett, Berkshire Hathaway ha annunciato di aver venduto le sue posizioni nel settore aereo: United Airlines, Delta, American Airlines perdono oltre il 10%. Nel corso dell’annuale meeting con gli azionisti, inoltre, il finanziere di Omaha ha lanciato messaggi molto cauti sulla ripresa dell’economia e sui rischi del settore finanziario. La holding di Buffett ha perso quasi 50 miliardi di dollari nel primo trimestre. Giù Hertz dopo che, stando al New York Post, l’azienda potrebbe presentare istanza fallimentare se non riuscisse a pagare entro oggi le rate per il leasing della propria flotta di veicoli (circa
500 milioni di dollari).

A Piazza Affari Cnh e Atlantia giù, Eni perde quasi il 6%
Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, male Cnh Industrial (-7,56%), Atlantia (-6,4%), Exor (-6,47%) ed Eni (-5,77%) nonostante il recupero del prezzo del petrolio tornato nell’area dei 20 dollari al barile a New York. Male anche Fiat Chrysler con tutto il settore auto e prima della pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni di auto in Italia. Exploit di Fincantieri (+11%) grazie alla maxi commessa da 800 milioni di dollari ottenuta dalla Marina degli Stati Uniti: un contratto che prevede una opzione per altri lavori da complessivi 5,5 miliardi di dollari.

Ferrari giù dopo taglio stime 2020, poi rimonta
Ferrari è arrivata a perdere anche il 6%, dopo il taglio delle stime 2020 e i conti del primo trimestre: ma le quotazioni sono tornate poi a rivedere quota 145 euro. La Casa di Maranello aveva migliorato la guidance per l’anno in corso il 4 febbraio scorso, alzando le previsioni rispetto a quelle del piano presentato in occasione del Capital markets day. Ora, a causa della pandemia di Covid-19, ha di nuovo rivisto le previsioni ma questa volta al ribasso. Ferrari calcola ricavi netti tra 3,4 e 3,6 miliardi di euro, contro la precedente previsione di oltre 4,1 miliardi di euro. L’ebitda “adjusted” sarà tra 1,05 e 1,2 miliardi di euro, contro la precedente attesa tra 1,38 e 1,43 miliardi. L’utile diluito “adjusted” per azione è stimato nell’intervallo 2,4-3,1 euro per azione (da 3,90-3,95 euro per azione).

Petrolio, tensioni Usa-Cina pesano su domanda. Ma Wti torna a 20$
Dopo i guadagni della scorsa settimana torna a mettere pressione sul prezzo del petrolio. A pesare sono le preoccupazioni sull’eccessiva disponibilità di greggio a causa della domanda in forte crisi e le tensioni commerciali Usa-Cina che potrebbero frenare la ripresa economica mondiale (nonostante in molti Paesi stia scattando in queste ore la cosiddetta “fase 2”). I future sul Wti con scadenza a giugno, dopo una mattinata di vendite, sono tornati ad avvicinare i 20 dollari al barile. Le quotazioni sul Brent del Mare del Nord, con scadenza luglio, sono tornate sopra quota 26 dollari. La scorsa settimana il prezzo del contratto di riferimento del petrolio Usa è aumentato del 17%, mentre il Brent ha registrato un +23%.

Spread con Bund torna a scendere e chiude a 234 punti
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario Mts dei titoli di Stato. Dopo un avvio in rialzo il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark scadenza agosto 2030 (IT0005403396) e il pari durata tedesco ha invertito rotta e ha terminato a 234 punti base dai 239 punti base dell’ultimo riferimento. In flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark che è indicato in chiusura all’1,79%, dall’1,81% dell’ultimo closing.

Dollaro in rialzo su ansie conflitto commerciale
Sul mercato valutario l’euro dollaro vale 1,091(1,0940 l’1 maggio). Il biglietto verde, scrivono gli analisti di ActivTrades, è in rialzo «poiché gli investitori cercano un bene rifugio mentre la tensione sale tra Stati Uniti e Cina. I guadagni della valuta americana derivano dall’ansia che il conflitto commerciale tra le due maggiori economie al mondo possa riprendere nuovamente, a seguito delle accuse di funzionari americani, tra cui il presidente e il segretario alla difesa, che il coronavirus proviene da un laboratorio di Wuhan». Trump è arrivato al punto di minacciare la Cina con dazi di ritorsione, che potrebbero innescare nuove tensioni commerciali, aggravando i timori di molti investitori.

Ma aprile è stato da record per listini mondiali
I mercati azionari, però, sono reduci da un mese di aprile in netto recupero su tutte le principali piazze a partire da Wall Street che ha recuperato il 15% sull’indice S&P 500 e oltre il 18% sul Nasdaq che ha praticamente azzerato le perdite da inizio anno. Il rimbalzo delle Borse mondiali, che hanno recuperato circa il 30% rispetto ai minimi di metà marzo, resta comunque ostaggio di un flusso di notizie negativo sul fronte della congiuntura con i numeri che continuano a confermare il pesante conto lasciato in eredità dalla pandemia. «Le azioni rapide e significative delle banche centrali, soprattutto della Fed e del governo Usa – ricordano gli analisti di Equita – hanno guidato un forte recupero dei mercati ad aprile (S&P500 +10,8%, Nasdaq +11,8%, Nikkei +4,5%, Dax +9,1%, Stoxx600 +6,7%, Ftse Mib +4,3%) dopo il più rapido mercato orso della storia (indici azionario globale -34% dal 19 febbraio al 23 marzo)».

Leave a Comment

Social

Visit Us On FacebookVisit Us On Twitter

Newsletter

Login

6 più caratteri, lettere e numeri

6 più caratteri, lettere e numeri

6 o più caratteri, lettere e numeri Deve contener ameno un numero.

The two passwords don't match.

Invaild email address.

Seleziona la tipologia di account

Hai già un account?