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Risparmio gestito

05 Mag
Zunico Casa 5 Maggio 2020 0

Fonte: Il Sole 24 Ore
Tempo di lettura: 2 minuti

Fondi e gestioni, effetto coronavirus sulla raccolta di marzo
A marzo deflussi netti per 8,7 miliardi. Travaso parziale nei prodotti monetari. Gli obbligazionari i più penalizzati

 

A marzo il settore del risparmio gestito ha registrato uscite per complessivi 8,7 miliardi. I deflussi dai fondi comuni ammontano a 10,8 miliardi, compensati in parte dalla tenuta delle gestioni patrimoniali, che hanno raccolto 1,8 miliardi.

La frenata brusca segnalata da Assogestioni, l’associazione delle società di gestione del risparmio, non sorprende: le Borse sono crollate dopo quel 21 febbraio in cui il coronavirus è esploso anche in Italia, il primo Paese dopo la Cina a subire l’epidemia.

L’impatto sulle categorie e sul patrimonio
Dall’analisi dei dati emerge che a patire di più sono stati i prodotti obbligazionari, in rosso per 8,6 miliardi. Il fenomeno potrebbe spiegarsi con la vendita dei titoli di debito più rischiosi, come i societari meno affidabili e gli high yield, che stavano conquistando un peso crescente nei portafogli per compensare i rendimenti risicati delle emissioni governative.

Ma numeri assai negativi hanno anche le categorie degli azionari (-4,1 miliardi); dei flessibili (-3,2 miliardi), che comprendono i molti strumenti a ritorno assoluto e a scadenza; dei bilanciati (-1,1 miliardi).

Più della metà dei riscatti è stata però parcheggiata nei fondi monetari, che sono in attivo di 6,2 miliardi. Il travaso lascia presumere che dopo le prese di beneficio i risparmiatori attendano di capire come riposizionare i capitali.

Il patrimonio complessivo di fondi e gestioni patrimoniali, eroso dal ribasso delle attività finanziarie, scende a 2.143 miliardi dai 2.292 di fine febbraio (-6,5%).

Le società
Le vendite più consistenti dei prodotti gestiti si evidenziano nel Gruppo IntesaSanpaolo (-4,1 miliardi) in Amundi (-1,9 miliardi) e in J.P.Morgan Asset Management (-1,1 miliardi). Viceversa, hanno comunicato sottoscrizioni nette positive Poste Italiane (+2,8 miliardi), che incrementa le gestioni istituzionali; Bnp Paribas (+273,8 milioni), grazie ai fondi aperti; State Street Global Advisors (+250 milioni), sulla spinta dei mandati istituzionali.

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